lunedì 18 settembre 2017

Erasmus tardivo a Stoccolma: Day 2

Eccoci di ritorno dalla gelida Stoccolma per il secondo giorno da queste parti, il primo di lavoro. Iniziamo dal clima: mi sono fidato delle app di meteo che davano una temperatura oscillante attorno ai 12-15 gradi e mi sono portato vestiti di conseguenza (maglioncini di cotone, felpe...). Mal me ne incolse: forse la temperatura sarà anche quella, ma quando inizia a tirare vento (spesso) sembra di morire surgelati. Oggi ho approfittato per acquistare un meraviglioso maglione svedese in supersconto (chissà perché, è stupendo).

Ciò detto, stamattina mi sono svegliato all'alba, in tempo per una bella corsetta cittadina (dove ho battuto tutti i miei record, sarà per il gelo che mi spingeva a correre forte?), la colazione del mio Generator Hostel (di cui poi vi parlerò) e via verso il KTH.
La struttura del KTH è notevolissima, con l'Entré tutta di design, moderna e insieme antica (il campus ha 100 anni, funzionale). I colleghi e le colleghe che ho incontrato oggi sono stati gentilissimi e super ospitali e mi hanno portato in giro per il campus per tutto il giorno e parlato, parlato, parlato (in inglese, ovvio: che fatica!).
Appena entri, il bar!

Esperienze come queste ti fanno capire quanto è meravigliosa l'unione europea e quanto sia incredibile il programma Erasmus, anche nella sua versione per tardivi. Alla fine è innegabile che i problemi che abbiamo sono gli stessi, fatta la tara alle specificità nazionali, e il mercato in cui ci troviamo a competere è sempre più lo stesso (anche se non invidio un eventuale studente del KTH: i prezzi svedesi per qualsiasi cosa sono un vero incubo).
Domani entreremo più nel dettaglio delle faccende che mi interessano (didattica innovativa), oggi è stata più una giornata introduttiva. Ah, nota interessante: alle 16 qualsiasi cosa succeda, l'università si svuota. La gente se ne va a casa ed è sempre così. Ho chiesto, mi hanno raccontato che loro magari guardano la mail anche da casa, ma il tempo libero è per loro sacro e non accettano di farselo ridurre. Alla fine i lavori (così dicono loro) sono calibrati per occuparti il giusto tempo e non per sovraccaricarti. Mi brillavano gli occhi mentre me lo raccontavano...
A quel punto ho fatto un po' di turismo, andando a Gamla Stan, la città vecchia, a vedere un po' di negozietti di design svedese (guardate il divano della foto, che ora abita nei miei sogni) e a comprare qualche souvenir. Così anche oggi siamo arrivati a quasi 20 km di passeggiata!



Ah dimenticavo! A pranzo ho mangiato una zuppa di pesce talmente buona che mi ha riconciliato con la cucina svedese. Mi sono segnato il posto: se venite a Stoccolma, si chiama Kajsas Fisk (http://kajsasfisk.se/), è aperto solo fino alle 18 ma è assolutamente da visitare!

Prima di salutare i miei 25 lettori, una nota di merito sul Generator Hostel. E' un ostello di nome, ma di fatto non lo è, rispetto alla nostra concezione di ostello, per lo meno: pulitissimo, bellissimo, curato, tutto di design...l'unica cosa la camera è condivisa. Io ho preso quella da 4, con il bagno privato (riservato a noi 4). Al momento siamo 3, quindi ancora meglio. La camera è molto bella e i letti a castello (io ho vinto quello di sopra...) solidi e comodissimi. Gli spazi comuni sono vivaci e colorati, c'è anche la cucina che inizia con la colazione (non a buffet, ma coi piatti preparati e sono piuttosto buoni) e poi fa anche pranzo e cena per prezzi super popolari (cioè, da noi sarebbero da ristorante di fascia media, ma qui sembrano miracolosi. Vi ho già detto che è tutto carissimo?).
Insomma, per una visita a Stoccolma, un indirizzo da non perdere. Ci sono anche camere doppie (un po' più care, è ovvio!)


domenica 17 settembre 2017

Erasmus tardivo a Stoccolma: Day 1

Come ho scritto stamattina dall'aereo, eccomi a Stoccolma per la mia settimana di Erasmus Staff Training. Arrivo al mattino all'alba, ovviamente essendo partito alle 6, al mio Generator Hostel (ebbene sì, sono in ostello e pure in camera condivisa - la borsa è piccola e la gente mormora!). C'è da dire che per essere un ostello il Generator è di una classe impressionante, tutto design, pareti colorate, poltrone comodissime... insomma, pezzente ma con stile.


Prima di arrivare scopro la magia dell'Arlanda express. Avete presente il Malpensa express? Ecco, non c'entra niente. L'Arlanda Express è un trenino giallo che collega l'aeroporto di Arlanda al centro cittadino, ma è veloce come un Frecciarossa. E infinitamente più comodo. E il wi-fi a bordo funziona anche a 300 all'ora (avevo il sospetto fosse il wi-fi frecciarossa a fare orrore di suo e non dipendesse dalla velocità del treno). Siccome le cose belle si pagano, costa uno sproposito, 28 euro one way, 56 A/R. Così capisci da subito come sono i prezzi locali, e non resti sorpreso all'arrivo in città. Ma torniamo al Generator. Bellissimo, tutti molto simpatici e supergiovani, ma ovviamente non disponibili a accogliermi nella mia stanza alle 9 del mattino. In compenso mi hanno fatto depositare la valigia in un comodo armadietto e ciò mi ha consentito di lanciarmi nella visita culturale della città.
Stoccolma è bellissima, lo sapevamo, ma quando arrivi ai canali (che sono giganteschi, dei veri e propri fiumi cittadini) ti stupisce. La domenica mattina non c'è in giro nessuno e mi sono potuto godere gli ampi spazi in santissima pace. A parte il dramma del freddo: nonostante i suggerimenti di Anna (santa donna!) ho fatto di testa mia vestendomi appena-più-pesante che a casa. Temo che nei prossimi giorni la stupidità di tale scelta verrà ulteriormente esplorata dal vostro eroe, male che vada avrò una scusa per fare shopping...



Mi dirigo verso la zona dei musei, passando solo per un attimo da Gamla Stan, la città vecchia. Voglio approfittare del mio giorno da turista al meglio. Prima tappa il Moderna museet, museo di arte moderna e contemporanea. All'ingresso un giardino delle sculture dove ti accolgie Calder, ma soprattutto una delle creazioni divertenti e allucinate di Niki de Saint-Phalle e Tinguely. Dentro la collezione, gratuita, ha poche opere ma di grande spessore, con Picasso, Magritte, Dalì, De Chirico, Balla, Matisse, Pollock...insomma, vale la visita - anche in considerazione del fatto che è totalmente gratuito, salvo le mostre temporanee.



Uscendo, sono oramai le 13, odo un languorino e un profumo non malvagio, decido così di provare il brunch del ristorante del museo. Tra l'altro il prezzo è invitante, per gli standard locali (24 euro per un buffet, ci può stare. A casa griderei allo scandalo). Iniziamo dalle cose positive: il salmone è ottimo sia nella versione tartare a cubettoni giganti sia nella versione alla griglia. Fine delle buone notizie, il resto è tanto bello quanto pessimo. Roba da denuncia per tortura. Ci sono verdure che ancora ancora si salvano ma sulla carne è meglio sorvolare. Anche il dolce, una specie di mousse au chocolat ci fa capire perché nessuno venga in Svezia alla ricerca delle meraviglie della gastronomia.


Ciò detto, con la panza piena di salmone, si ragiona meglio, al punto da decidere di andare al Vasa museet. E qui il nuovo psicodramma: il museo è a circa 70-100 metri in linea d'aria da me, lo vedo...ma c'è in mezzo un enorme corso d'acqua, poiché trovasi a Djurgården, mentre io sono a Skeppsholmen, ovvero un'altra isola. Chiedo a Google (che meraviglia il roaming europeo!) e scopro che dovrò fare un giro dell'oca per evitare l'acqua (o nuotare) mettendoci circa 35 minuti! E vabbé, gambe in spalla e via verso il Vasa!



La storia di questa incredibile nave da guerra, costruita nel 1628 è notevole nella sua sfiga e somiglia un po' a quella del Titanic: doveva essere la nave più spettacolare e potente della sua epoca, aveva a bordo 64 cannoni, era tutta istoriata, insomma doveva essere la punta di diamante della marina svedese, solo che il suo viaggio inaugurale è durato poco meno di un km, dopodiché si è inclinata e inabissata in pochissimi minuti. Le malelingue sostengono che la causa sia stata la volontà del Re Gustavo II Adolfo Vasa di ritoccare il progetto del galeone, interferendo continuamente nella sua costruzione (scopro che a chi chiedeva come mai fosse afondata un notabile di corte rispose "solo Dio...e il Re possono saperlo!"). Insomma, in ogni caso il Vasa cola a picco, e lì rimane per 300 anni e passa, fino a quando negli anni 60 viene ripescato con un sistema di carrucole e cavi di acciaio e portato alla luce: è uno spettacolo! Il museo a lui dedicato è ottimamente congegnato e permette di godersi l'esperienza al meglio, vedendo il Vasa da vicinissimo su più livelli, dalla chiglia alla bellissima parte posteriore istoriata di statue lignee..
A questo punto però il vostro reporter svedese - che ricordiamolo, è sveglio dalle 3,30 - inizia ad essere stanchino...e così sempre grazie a Google, scopre che l'ostello è mooooolto vicino, a soli tre km e mezzo. Arrivo stremato e decido di consegnare ai poteri queste breve righe, svenendo su un divanetto della hall. Domani inizia la parte lavorativa dell'Erasmus, sarà meglio riposare un po'! Per il primo giorno 15 km di passeggiatina possono essere sufficienti, che ne dite?

Erasmus tardivo a Stoccolma

Per la seconda volta nella mia vita, in un impeto di giovanilismo, ho deciso di partecipare a un bando della mia università per un Erasmus Staff Training, per gli amici Erasmus tardivo. Feci già una esperienza consimile nel 2013 andando a scoprire la UCL a Londra (il racconto di quell'esperienza si trova qui: http://aldotorrebruno.blogspot.se/2013/09/london-calling-ovvero-erasmus-tardivo.html), stavolta scrivo questa nota su un aereo che mi porta a Stoccolma: passerò la prossima settimana al KTH, che è l'università svedese più simile al moltearti di Milano. La scelta è caduta sul KTH per una serie di motivi, che vanno dal molto serio al casuale. Partiamo da quelli molto seri: l'obiettivo era quello di verificare come realizzino didattica innovativa (uno degli obiettivi attuali del moltearti cui sto alacremente lavorando) in altre università - e il KTH, da una mia indagine è risultata una delle realtà più all'avanguardia. Sarà vero? Lo scopriremo in settimana! I motivi di opportunità risiedono invece nel fatto che lo scorso anno tre simpatiche sciure provenienti dal KTH sono venute a fare il loro Erasmus tardivo da noi e e avevo intrattenute per un paio di pomeriggi, mostrando loro l'eccitante vita professionale di un manager didattico e soprattutto prodigandomi in consigli su dove andare a godere della cucina italiana. E così quando cercavo qualcuno che potesse accogliermi  (non è banale: nel delirio lavorativo che caratterizza le nostre vite a tutte le latitudini, lasciare da parte il proprio tran tran per badare a un rompiscatole che vuole sapere tutto del tuo lavoro può facimente essere visto come una clamorosa perdita di tempo, anche perché - lo so per esperienza personale - le cose che devi fare restano lì ad accumularsi e a minacciarti dalla tua scrivania fisica o virtuale che sia...) e stato  facile proporre di ricambiare la visita.
Ed ecco quindi come nasce questo piccolo diario: nelle mie intenzioni (se ci riuscirò!) vuole essere un racconto di questa esperienza che sarà sicuramente emozionante e formativa.

Il primo giorno è domenica e sarà dedicato al turismo: ho deciso di prendere un aereo follemente antelucano alle 6.20 da Malpensa - il che significa sveglia alle 3.30 - per avere un'intera giornata da dedicare alla visita della città. Se non mi addormenterò provandoci causa levataccia, nel qual caso la mia idea furbissima potrebbe rivelarsi il più classico dei boomerang reso anche più periglioso dal fatto che Stoccolma è una delle cinque-sei "Venezia del nord" ricca di canali in cui cascare.
Per adesso scrivo questa prima nota dall'aereo dopo un'ora e quaranta di sonno (o di tentativo di sonno visto che il mio vicino di posto sembra Mike Tyson per dimensioni e faccia cattiva, verificate voi stessi dalla foto, motivo per il quale non ho contestato il fatto che abbia occupato con le sue braccione il bracciolo che teoricamente avremmo dovuto condividere), sperando che sia sufficiente per non crollare camminando per Gamla Stan!

giovedì 20 luglio 2017

Aldocook - 39 - Polpo sottaceto (conserva)



 Polpo sottaceto (conserva)

Tempo occorrente per la preparazione: 20 minuti, cottura: 40 minuti + 1 ora di attesa.
Livello: facile.
Ingredienti per 4 vasetti grandi:
2 polpi di piccole-medie dimensioni
3-4 spicchi d'aglio
un mazzo di menta
aceto di vino bianco qb

Un nuovo aldocook dopo tanto tempo, una conserva che a noi piace tantissimo. La ricetta è una rielaborazione di una ricetta trovata su La cucina italiana. Perfetta per l'estate!
Buon appetito e alla prossima puntata di Aldocook!

lunedì 10 luglio 2017

Rosso Floyd - Michele Mari


Per un fan dei Pink Floyd, il massimo!

Un libro scritto da Michele Mari, con la sua scrittura ampollosa e meravigliosa, un po' supponente, erudita, odiosa e adorabile assieme, che ha come tema i Pink Floyd e più precisamente quel mistero incredibile che è stato il loro fondatore, Syd Barrett, rovinato dagli acidi e forse dal suo genio dopo un solo anno e mezzo di carriera, ma che ha informato di sè gli oltre 40 anni di quello che è uno dei più incredibili gruppi della musica rock. Praticamente per me questo libro è stato il paradiso, capace di fondere due passioni-di-aldo in maniera così forte da farmi sperare che non arrivasse mai la fine. Davvero bello, a patto che si conosca un po' di leggenda pinkfloydiana! Oppure l'occasione per conoscerli un po' di più. Letto in riva al mare, ascoltando la loro musica: un'esperienza quasi mistica!
Due grazie: a Marina per avermi fatto conoscere e amare Mari e a Andrea per avermi parlato di questo libro, spingendomi a leggerlo.
5 stelle, of course

venerdì 23 giugno 2017

[mai più senza] Quarto appuntamento con i consigli di lettura di Aldo per l'estate

Per il quarto anno di fila, torna quello che oramai è diventato un classico irripetibile, ovvero la mail (anzi il post su facebook, i tempi cambiano!) della mia amica Antonella che mi lusinga, chiedendole di consigliarle qualche libro da leggere durante la stagione estiva.
Essendo notoriamente un ragazzo timido, solitamente non amo esprimere opinioni personali men che meno su questo tema (di recente dicevo ad un'amica, ad esempio, che toglierei i diritti civili a chi non ha mai letto Le notti bianche), ciononostante ho pensato di fare un'eccezione e come al solito rispondo pubblicamente, come se fosse una lettera aperta ad Antonella, affinché tutti i miei 25 lettori possano godere delle mie opinioni (immagino le scene di libidine, contenetevi ragazzi!)

Per completezza informativa, i post relativi alle tre precedenti edizioni sono online qui:
[2014] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2014/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html
[2015] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2015/06/mai-piu-senza-torna-lappuntamento-con-i.html
[2016] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2016/07/mai-piu-senza-terzo-appuntamento-con-i.html

Ed ecco quindi, puntuali come le tredicesima, ma in grado di arricchire le nostre menti più che i nostri portafogli (che anzi ne escono impoveriti ché la cultura costa), qualche consiglio di lettura ripescato grazie ad anobii dagli ultimi 12 mesi di libridine!

Iniziamo con una classica lettura estiva, perfetta per spurgare le tossine e da leggere senza troppo impegno: I semi del male sono sei racconti di autori diversi su cui spiccano quelli di Bonini-De Cataldo e quello di Dazieri, in cui fa la sua (ri?)comparsa il Gorilla, mandando in estasi tutti noi fan.
Sempre per stare leggeri, se avete amato lo pseudonimo con cui la Rowling pubblica le avventure di Cormoran Strike e Robin, non potete perdervi il terzo capitolo della saga, La via del male. Chissà se decideranno di fare dei film, da questi libri: secondo me si presterebbero molto!
Amena lettura estiva è sicuramente anche la terza fatica pubblicata in Italia di John Niven (leggete anche gli altri se non lo avete già fatto): Le solite sospette è una sorta di bomba a orologeria, perfettamente congegnata. Le innocue vecchiette che fanno la rapina del secolo non sono certo una novità assoluta, ma il libro fa davvero ridere parecchio.
Spostiamoci ora su territori più impegnativi: io ho una sorta di venerazione per Paul Auster, che a mio avviso è uno dei più grandi autori contemporanei. Nel paese delle ultime cose è una notevole distopia, che mette in scena una specie di umanità post-umana, con regole e cose che continuano a mutare e si fanno sempre più inafferrabili. Inquietante, bellissimo.
Una delle mie droghe dell'anno (e torniamo alla leggerezza), forse la principale, è stata Antonio Manzini. Quest'uomo ha in questo momento storico una mano magica, davvero riesce a trasformare in oro ogni cosa che scrive. La serie del Vicequestore Schiavone (Pista nera, la costola di Adamo, Non è stagione, Era de maggio, 7-7-2007 è semplicemente da innamorarsi. Rocco è un personaggio fantastico, Manzini sa scrivere benissimo, le storie sono davvero ben architettate, mai banali, mai ripetitive. E ci sono anche i filmettini per la tv realizzati dalla Rai, con un grandissimo Marco Giallini nella parte del protagonista. Ma anche La giostra dei criceti o Orfani bianchi sono ottime occasioni per innamorarsi di questo autore.
Il libro dell'anno però, per me, è stato Cosa accadrebbe se, di Randall Munroe, più noto come xkcd (https://xkcd.com/). Se si è appassionati di scienza e si è curiosi questo è un libro che BISOGNA leggere: Munroe è assolutamente divertente ma al contempo rigoroso, le domande assurde a cui risponde sono domande che chi di noi è un po' suonato potrebbe benissimo farsi e il modo in cui lui risponde è sinceramente esilarante. Alla fine non riesci a smettere di parlare con chi ti sta intorno di questo libro, anche perché impari e ti viene voglia di condividere ciò che stai imparando. Ti fa venire voglia di conoscere Munroe e di passare una quantità smodata di tempo con lui.
Un'altra lettura molto particolare è Padre di dio, di Driessen: ti aspetti un libro un po' blasfemo e invece viene fuori un volume molto intenso, quasi mistico, che per alcuni aspetti ricorda Tre versioni di Giuda di Borges (se non lo avete letto, fatelo immediatamente!) e mette in scena in particolare il rapporto umano, troppo umano, tra Gesù e Giuseppe, padre/non-padre che non si rassegna al destino messianico del figlio.
Sempre a proposito del nietzscheano "Umano, troppo umano", ho anche colmato una mia lacuna leggendo un classico della fantascienza, ovvero L'uomo che cadde sulla terra, di Tevis. Si legge velocemente ma è tutt'altro che banale e lo potremmo riassumere con la frase "chi va con l'umano impara a umanizzarsi". Lettura affascinante, più profonda di quanto possa apparire.
Chiudiamo con due miei autori-feticcio, molto diversi tra loro: Sandrone Dazieri ha scritto il seguito del bellissimo Uccidi il padre, che si intitola L'angelo, una storia molto bella con una cattiva davvero notevole; David Foster Wallace è secondo me il più grande autore contemporaneo non vivente, senza se e senza ma, e mi permetto di consigliarvi la raccolta di saggi Di carne e di nulla. Perfetto per chi già ama DFW, adatto anche a chi vuole approcciarlo ma magari non ha in animo di partire con uno dei suoi impegnativi romanzi. Ho sottolineato (virtualmente, ché ovviamente l'ho letto sul kindle) una quantità smodata di passaggi illuminanti. Un esempio? Uno solo? Eccolo: "Se siamo gli unici animali a sapere in anticipo che moriremo, siamo anche probabilmente gli unici animali a sottometterci tanto allegramente alla prolungata negazione di questa verità importantissima e innegabile." 

Buona estate e buone letture a tutti! E se leggendo questi consigli vi è venuto in mente di contraccambiare...siete i benvenuti: ditemi cosa posso leggere quest'estate!

Tutte le recensioni di questi libri (e di molti altri) sono sul mio profilo anobii: http://www.anobii.com/aldotorrebruno/books

martedì 30 maggio 2017

Kafka sulla spiaggia - Haruki Murakami

Eccezionale, tanto per cambiare

Non credo di dire qualcosa di molto originale, ma ho la sensazione che la magia unica ed incredibile che si sprigiona dai libri di Murakami discenda direttamente dal loro raccontare una realtà che definirei appena-parallela.

Ho già avuto questa sensazione con molti suoi altri libri: di fatto la realtà che ci racconta è assolutamente plausibile, quasi-normale, quasi-reale, semplicemente spostata di qualche millimetro dalla realtà come la conosciamo. L'effetto complessivo è di straniamento, ma uno straniamento appena percettibile, particolarmente inquietante proprio perché in alcuni tratti la realtà alternativa del grande scrittore giapponese e quella cui siamo abituati sembrano coincidere, salvo poi presentare delle zone in cui non combaciano, lasciando il lettore perplesso. Un po' come succede nel cinema quando viene usato un jump cut: le parti della storia sono coerenti e filano, ma sembra quasi che ci sia un falso raccordo a tenerle assieme.

Aggiungiamoci la maestria con cui gli aspetti più assurdi vengono introdotti, in maniera perfettamente naturale, e otteniamo il genio assoluto di questo scrittore: ogni volta che affronto un suo libro lo faccio accostandomi ad esso con un misto di perplessità e ammirazione, e lo finisco con un senso di ammirazione e stupore.

Libro bellissimo e magico, col suo filo logico spezzato in più punti. Da leggere!
5 stelle!

mercoledì 5 aprile 2017

Paradise sky - Joe R. Lansdale

Solito grande, enorme, Joe!

Cosa puoi dire di Lansdale? Scrive sempre lo stesso libro, si dice. E' essenzialmente vero: succede qualche casino, ci sono sparatorie, gente che muore e il casino si appiana. L'eroe ha sempre un antagonista e si avvale di aiutanti in numero variabile. Bella scoperta, è lo schema della fiaba di Propp, che Wikipedia così riassume:
Equilibrio iniziale (esordio);
Rottura dell'equilibrio iniziale (movente o complicazione);
Peripezie dell'eroe;
Ristabilimento dell'equilibrio (conclusione).

Il punto è quello che Lansdale mette in mezzo tra l'equilibrio iniziale e quello finale, ovvero dialoghi fulminanti, metafore esilaranti, similitudini come solo lui sa farne. Certo, lo schema è quello, ma è l'hard boiled, baby. Nat Love è davvero un personaggio notevole e la rivisitazione western è degna del nostro. Come ho letto da più parti, chiunque abbia amato Django unchained amerà questo libro. Del resto anche Tarantino fa sempre lo stesso film, no?
5 stelle. Senza se e senza ma. E ho pure scoperto (grazie anobii) che è il 39mo libro di Lansdale che leggo. Manco la su' mamma mi sa ne ha letti altrettanti!

domenica 26 marzo 2017

Di carne e di nulla - David Foster Wallace

Il più grande scrittore contemporaneo. Senza se e senza ma.

Se non fossero bastati i suoi romanzi (inutile dirlo, su tutti, ovviamente Infinite Jest!), ecco che questa raccolta di saggi brevi viene a confermare ciò che già sapevo: David Foster Wallace è stato l'autore contemporaneo - purtroppo non vivente - più incredibile ed eccezionale di quest'epoca di passaggio tra primo e secondo millennio.
Il peso del suo genio lo ha portato a privarci troppo presto della sua voce, e di questo non ci lagneremo mai abbastanza, ma per fortuna ci sono i libri che ci ha lasciato a consolarci.
In questa raccolta si alternano saggi su argomenti tostissimi ad altri decisamente più leggeri, alcuni quasi universali, che conservano ancora oggi una potenza di significato attualissima, altri che pur avendo fatto il proprio tempo, ci fanno godere per il modo in cui sono scritti. In definitiva è un libro che offre al lettore vero e proprio intenso godimento mentre si procede nella lettura. Perfetto per chi già ama DFW, in parte adatto anche a chi vuole approcciarlo ma magari non ha in animo di partire con uno dei suoi impegnativi romanzi.
Ho sottolineato (virtualmente, ché ovviamente l'ho letto sul kindle) una quantità smodata di passaggi illuminanti.
Tra i vari saggi, da appassionato del genio argentino ho amato molto "Borges sul lettino"
Che aggiungere? Solo... grazie David!

PS: leggo in varie recensioni che si considera questo libro un'operazione commerciale che raschia il fonde del barile. In parte sarà vero, ma se sul fondo del barile ci sono frasi come queste che seguono, datemi il raschietto!

"non è che televisione, pubblicità e intrattenimento popolare abbiano smesso di essere per lo più arte pessima o dozzinale, è solo che si sono imposti sulla psiche della nostra generazione per tanto di quel tempo e con una forza tale da aver instaurato complessi rapporti con la nostra idea del mondo e dell’io."

"Se siamo gli unici animali a sapere in anticipo che moriremo, siamo anche probabilmente gli unici animali a sottometterci tanto allegramente alla prolungata negazione di questa verità importantissima e innegabile."

"Secondo me l’arte seria dovrebbe farci affrontare cose che sono difficili dentro di noi e nel mondo. E il pericolo è che se ci esercitiamo ad affrontare sempre meno e a provare sempre più piacere, la daremo vinta alle cose commerciali."

5 stelle, ovvio.

Aldocook - 38 - Gamberoni agli agrumi



 Gamberoni agli agrumi (ricetta veloce)

Tempo occorrente per la preparazione: 20 minuti, cottura: 20 minuti.
Livello: facile.
Ingredienti per due persone:
500-600 gr di gamberoni
un'arancia
un limone
uno spicchio d'aglio
un cucchiaio di farina bianca
un bicchierino di grappa
olio evo qb
prezzemolo un ciuffetto.

Un nuovo aldocook nel nuovo formato veloce, sempre montata dalla mia geniale cameraman (o camerawoman?)
La perla della ricetta è ovviamente la flambatura! Ricetta molto gustosa e veloce da realizzare, per chi come noi ama i gamberoni assolutamente da provare.
Buon appetito e alla prossima puntata di Aldocook!

lunedì 20 febbraio 2017

L'Angelo - Sandrone Dazieri

Un piacere centellinato
Mi sono quasi imposto di leggere questo libro, sequel de "Uccidi il padre" con un po' di pazienza e di evitare l'effetto divoro-il-romanzo, cui sono abituato quando leggo Dazieri. Per fortuna, o per sfortuna, chi lo sa, ho potuto farlo, perché l'ho letto in un periodo così pieno di cose da fare e così tristemente vuoto di relax, che mi è stato impossibile - a causa del mio decadimento fisico - fare una nottata di lettura di quelle obnubilanti.
Meglio così, ho centellinato il piacere, perché di piacere si è trattato: Dante e Colomba si rivelano una grande coppia da romanzo, già apprezzati nel capitolo precedente, ma che ora conosciamo un po' meglio (Dante esce un po' dal cliché del freak, pur rimanendo parecchio strano). Il libro scorre piacevolissimo, con in particolare l'incipit è una vera bomba. E Glitiné è una cattiva davvero notevole. Forse solo il finale delude un po', perché da un certo punto in poi un po' prevedibile, ma possiamo perdonare questo particolare a Sandrone, che si conferma una stella di prima grandezza nel panorama del noir italiano.

lunedì 30 gennaio 2017

Il magico potere di sbattersene il ca**o - Sarah Knight

Fuori contesto in Italia, in definitiva inutile (e anche un po' irritante)

Il libro, il cui titolo mi aveva fatto ben sperare si è rivelato in realtà un'enorme delusione. Parla di un mondo e di un contesto semplicemente non trasportabile nella nostra realtà italiana, è totalmente americacentrato (anzi NYC-centrato). Per dirne una, l'autrice, che ha un ottimo lavoro in una casa editrice, decide di mollarlo perché stressata dai 45 minuti di metro al giorno, e inizia a lavorare da freelance, campando e non morendo di fame, reietta e dimenticata. Capite già da questo che nel contesto italiano non ha alcun senso. Oppure il fatto che uno degli sbattimenti di cui parla è "gente che ti chiede di finanziare una sua campagna su kickstarter". Ecco, è già tanto se qui qualcuno sa cosa sia kickstarter...
Infine, come sempre avviene, non esiste bacchetta magica, ma soprattutto c'è un'enorme contraddizione di fondo: l'idea di iniziare a sbattersene di alcune cose, ma senza che gli altri (di cui te ne sbatti) la prendano a male, o tu appaia come uno stronzo, beh questa è pura utopia. E secondo me in una società che fa della dietrologie a del retropensiero una ragione di vita come quella italiana, è semplicemente impossibile. E la soluzione "basta essere gentili ma sinceri" non credo possa funzionare, se un tuo amico ti chiede di fare una cosa per lui e tu non la vuoi fare. A meno che tu voglia ridurre drasticamente il numero di amici.
L'unica cosa che ho imparato è che in certe situazioni la frase giusta per troncare la conversazione è "la mia politica personale prevede...": ieri sono riuscito a dire a una gentile signorina che mi chiamava per conto di american express che la mia politica personale prevede solo pagamenti in contanti perché non mi fido dei pagamenti elettronici. Ha funzionato per scrollarmela di dosso in un secondo. Alla fine a qualcosa è servito, quindi, il libro!
Ciononostante non andiamo oltre le due stelle. E sono già buono.

Storia di Irene - Erri De Luca

Un po' troppo

Premetto: sono un fan della primissima ora di Erri De Luca. Ho pianto come un vitello con Tu, mio, primo suo libro che ho letto, regalo di una persona cui tengo moltissimo e che non vedo da ere geologiche, ma che penso sempre con grande affetto e riconoscenza (grazie prof!).
Però in questo caso il nostro esagera: la sua bravura con le parole, la sua capacità di alludere più che di dire, di suggerire più che affermare, di essere ricco di immagini più che di storia, arriva al limite e finisce per risultare gigioneggiante (si può dire?).
Poi è chiaro, ci sono momenti in cui la mano benedetta di Erri ti fa sciogliere nel godimento delle parole, ma troppo poco per un fuoriclasse come lui!
3 stelle

giovedì 26 gennaio 2017

L'amore e la violenza dei Baustelle, ovvero di un disco che sto ascoltando a ciclo continuo

Ho finalmente ascoltato con attenzione tutto il nuovo disco dei Baustelle, che tanto dibattito ha scatenato in rete. Posso così inaugurare per voi (immagino il brivido lungo la schiena!) una piccola recensione di un disco anziché le consuete di libri. Botta di vita!

Iniziamo col dire che il disco è davvero molto bello, e tutto il chiacchierare che si fa in rete a proposito di questo nuovo lavoro è assolutamente giustificato. Poi capisco che a molti i Baustelle possano non piacere, ma il fatto stesso che si siano spesi fiumi di bit per discuterne, anche parlandone male è comunque indice del fatto che questo gruppo è sicuramente una realtà estremamente interessante per la musica italiana di oggi.

Procediamo quindi con una simpatica analisi del tutto personale e per la quale non ho alcuno strumento di giudizio valido, non capendo praticamente nulla di musica! Il tutto è stato stimolato da una discussione sul profilo Facebook del mio amico Pier (che invece è super titolato per parlare di musica).

L'Intro musicale Love è semplicemente stupenda: ti fa letteralmente godere sentirla, e ti addolora come finisce. Mentre pedalo in bicicletta verso il lavoro la mattina continuo a chiedermi chissà come sarebbe andata avanti. Et excrucior.
Anche Il Vangelo di Giovanni mi piace davvero molto, nella musica ma anche nelle parole sembra una canzone di Battiato, al quale loro stessi hanno esplicitamente detto di riferirsi. Bravi! Vedrete che questo concetto tornerà più avanti.
Amanda Lear è il pezzo che fa da primo singolo del disco. Ascoltandolo si capisce in che senso i nostri hanno definito questo disco scandalosamente pop, non riesci a non canticchiarla, ma se poi ti metti a pensare alle parole capisci che la via al pop dei Baustelle è davvero una via molto raffinata. Del resto la musica italiana di qualità è costellata di brani orecchiabili e che potremmo definire pop ma che si rivelano poi estremamente raffinati. Voglio dire, ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo ti si fissa nella testa in maniera mirabile, ma Rimmel non è certo popolare per ciò che riguarda l'ermeneutica del testo!
Betty è probabilmente il vero capolavoro di questo disco, fa il pari con Charlie fa fa surf a mio avviso (e non solo a mio avviso, sto scoprendo l'acqua calda, perché l'hanno detto più o meno tutti) ciò detto è davvero una bella canzone orecchiabile, divertente, necessariamente attaccata ai nostri tempi e offre la tipica visione degli adolescenti che abbiamo noi post trentenni. Inutile dire che non li capiamo e cerchiamo di piegare ogni nostra interpretazione a come siamo stati noi, fallendo miseramente nel tentativo.
I due pezzi successivi, Eurofestival e Basso e batteria, sono la caduta di stile dell'intero disco, ogni volta che arrivo a questo momento (sempre pedalando verso il lavoro o, anche meglio, mentre sto tornando a casa) salto a pie' pari entrambi. In particolare Eurofestival non mi piace per niente, la trovo banale e musicalmente deludente. In Basso e batteria c'è qualche barlume in più, soprattutto nel testo, ma il bilancio complessivo per me è negativo. Scusami Rachele, scusami Francesco!
Per fortuna a seguire c'è La musica sinfonica, il secondo (spoiler! Ce n'è un terzo!) momento Battiato dell'album. Un pezzo davvero piacevole, tutto cantato da Rachele su un tono pressoché impossibile per il vostro cantante pedalante (dovreste vedere gli sguardi che mi rivolgono mentre canto a squarciagola in falsetto "è musica sinfonica, in discoteca" sfrecciando in circonvalla).
Anche Lepidoptera mi convince, con quel sound molto anni 60, e la frase "una falena di luce...drogata" e i coretti in sottofondo.
La vita funziona alla grande per il testo (pensare che la vita è una sciocchezza aiuta a vivere è un verso davvero convincente e nichilista, bravi!). Però in alcuni tratti non mi piace come è cantata, con alcune parole inutilmente strascinate (un esempio su tutti fiumi di spermatozo-o-o-oi che mi irrita profondamente). Peccato.
Continental stomp fa da intermezzo musicale prima del terzo e forse più godurioso in assoluto momento Battiato de L'amore e la violenza, cui si raccorda con grande classe. Testo bellissimo, musica ipnotica, ritornello da orgasmo. Bello, bravi, bis!
Ragazzina, il pezzo che chiude il disco, è molto intimista e molto Baustelle. Io sono un fan (credo si sia capito), quindi mi piace assai!
In definitiva il disco è davvero molto bello. E' a livello di Fantasma? Non lo so. In alcuni picchi sì, ma il disco precedente aveva un'unità tematica e sonora che lo rendeva per me più affascinante (alla fine sono cresciuto coi Pink Floyd e la fissazione del disco-opera-rock). Però le vette che raggiunge L'amore e la violenza sono davvero notevolissime, denotano forse maggiore maturità. E si inseriscono alla perfezione nel filone della musica italiana che sa essere pop ma al contempo intellettualmente molto potente. Che sia questo che non è piaciuto ai detrattori? Che si canticchia, ma magari si parla anche di temi importanti e profondi? Beh, allora tenetevi Rovazzi.

Se non avete ancora sentito il disco, lo trovate agilmente su Spotify:

domenica 15 gennaio 2017

L'ascensione di Roberto Baggio - Vanni Santoni,Matteo Salimbeni

Metti abbaggio! Metti abbaggio!


Per la mia generazione, qualsiasi fosse la tua fede calcistica, c'era un campione che stava sopra a tutto, uno che persino con la (per me) odiatissima maglia gobbonera sapeva farti godere come un riccio. Quell'uomo era Roberto Baggio.
In questo libro, che ho inseguito per lungo tempo e che mi è stato finalmente regalato (grazie mamma e papà!) c'è una sorta di agiografia di Baggio, ma ci sono soprattutto i grandi rimpianti che ciascuno di noi ha quando pensa alla sua incredibile classe e al suo talento innaturale, ma soprattutto alla sua inaudita sfortuna. Il libro ripercorre anche il dolore di Baggio, le sue ginocchia fenomenali quanto fragili, ma anche la sua capacità (davvero da santo!) di sopportare il dolore e riprendersi (come dimenticarlo nella tragica finale di Pasadena - che tante lacrime mi fece versare - giocare con una coscia praticamente del tutto fuori uso? Quanto avrebbe meritato, lui, che per i colori dell'Italia avrebbe fatto qualsiasi cosa, di vincere quella finale??).
Ecco, il libro è divertente e ben scritto, certo per nostalgici come me, ma in realtà per tutti coloro i quali hanno avuto la fortuna di vederlo giocare, e la rabbia di imbestialirsi quando quell'idiota dell'allenatore di turno non lo faceva giocare, gridando verso il televisore "metti abbaggio! metti abbaggio! Abbaggio!!!!"
4 stelle

mercoledì 11 gennaio 2017

Lettera aperta ad un incivile proprietario di cane

Breve storia triste:

Mentre accompagnavo Uran nella sua passeggiata serotina nei dintorni di casa, passando tra una macchina parcheggiata e l'altra sono letteralmente sprofondato in una enorme, sesquipedale, clamorosa, gigantesca merda di cane. Accortomi della cosa, ero intento a bestemmiare l'intero pantheon germanico, quando - arrivato a "porco Sleipnir" (molto adatto, essendo un cavallo a otto zampe ed essendo la produzione in questione degna di siffatta bestia) - mi si fa incontro una vecchina la quale, godendo come non le capitava da molti anni e sogghignando, mi apostrofa: "le sta bene! Così imparate a raccoglierla".

Questa breve storia triste mi induce ad abusare del servizio pubblico (il blog) per scopo privato e a rivolgere la seguente lettera aperta all'incivile cretino proprietario del cane produttore di cotanto stronzo. Mi perdonino i miei 25 lettori se per una volta, io solitamente così posato, potrò cedere in alcuni passaggi al turpiloquio:

Caro imbecille, incivile, maleducato e coglionissimo proprietario di cane,
sappi che non raccogliendo la merda prodotta dal tuo fido amico a quattro zampe (che, sia chiaro, non ha colpa alcuna, non avendo scelta, lui no!) non solo ti sei preso le mie maledizioni perché mi hai fatto pucciare la mia adorata camper blu destra in tale merda, ma contribuisci a rovinare, in un unico pirla che sei, la reputazione di centinaia e centinaia di possessori di cane che non escono mai senza l'apposito sacchetto e soprattutto mai si sognerebbero di abbandonare la cacca canina per strada, soprattutto in una via ipertrafficata e di grande passaggio pedonale, dove si susseguono in rapida successione una scuola dell'infanzia e una scuola primaria. Ecco, pur non essendo credente, ma materialista, io mi auguro di tutto cuore che per te e solo per te esista la vita eterna post mortem, e che in uno spettacolare contrappasso dantesco, tu la possa passare immerso fino alla gola in consimile produzione, costretto ad ingollarne ogni giorno quantità industriali, senza che essa mai si esaurisca.

Anche Uran ti maledice!

domenica 1 gennaio 2017

Aldocook - 37 - Pesce spada in crosta di patate (ricetta veloce)



 Pesce spada in crosta di patate (ricetta veloce)

Tempo occorrente per la preparazione: 10 minuti, cottura: 20 minuti.
Livello: molto facile.
Ingredienti per due persone:
2 fette di pesce spada
olio evo
prezzemolo qb
1 patata
4 fettine di aglio.

Frutto di una preziosa collaborazione col mio abituale cameraman, che cerca di lavorare il meno possibile e soprattutto sostiene che lo stile che ho dato alle mie ricette sia un po' old e necessiti di un bagnetto di rinnovamento potente, ecco un nuovo formato per le ricette rapide, che abbiamo sperimentato in questa occasione. Nel caso specifico il cameraman Anna ha realizzato oltre alle foto che ha poi montato in slow motion anche la ricetta, sotto attenta guida dello chef. Fateci sapere se il nuovo formato vi piace: più dinamico e rapido, anche se dovete rinunciare alla mia simpatia :)
Buon appetito e alla prossima puntata di Aldocook!