lunedì 5 maggio 2014

Due dischi che mi stanno piacendo assai

In questo periodo sono usciti (e sto ascoltando furiosamente) due dischi particolarmente interessanti (a mio modestissimo avviso): il nuovo Museica di Caparezza e la versione 2.0 di Curre curre guaglio' della 99Posse.
I due dischi sono piuttosto diversi, anche se scommetto di non essere l'unico che li sta alternando nell'iPhone (o su Spotify).

Iniziamo dalla 99Posse. Il disco si intitola Curre curre guaglio' 2.0. Non un passo indietro ed è uscito in occasione del ventennale della versione originaria, disco che ha portato la 99 alla notorietà, vera e propria pietra miliare per il rap italiano e la musica movimentista della mia giovinezza. La 99 riempiva il Leoncavallo come nessun altro e questo disco ha davvero significato molto per me. Nota di colore o excursus in stile erodoteo: io e Anna (sorella) eravamo gli unici della cricca di amici che potevano tranquillamente confessare di essere stati al Leoncavallo sabato sera, in epoca in cui i genitori dei nostri amici, convinti dalle TV di regime - perdonate il criptomovimentismo - pensavano fosse un covo di drogati criminali pazzi assassini, e potevamo ostentare con orgoglio paesanotto il timbro che ti facevano all'entrata senza doverlo cancellare di gran furia alle 4 di notte (se ci penso adesso che facevo le 4 di notte senza battere ciglio, mi addormento sulla sedia). Massimo rispetto - a 20 anni di distanza - per i nostri genitori, e una nota di colore: mamma venne anche con noi al Leo una volta per sentire un concerto di Miriam Makeba - che poi non ebbe luogo, ma questa è un'altra storia.
Insomma, per tornare al disco, O' Zulu è sempre il solito: uno dei migliori rappatori nostrani, capace di inanellare versi su versi davvero con maestria invidiabile, il disco rivisita le tracce che componevano l'originale, impreziosendole con nuovi arrangiamenti più moderni e una teoria considerevole di ospiti (si va dai classici Clementino, Alborosie, il sopracitato Caparezza ad altri meno sospettabili come J.Ax, che lotta di brutto in Rappresaglia rap. Poi dopo è chiaro, è dai tempi di Guccini e dell'Avvelenata che c'è sempre qualcuno che insegna agli altri come bisogna comportarsi e cosa significa essere di sinistra vera o movimentista vero, e quindi ho letto ovviamente le solite cose. Non ci pensiamo, ed ascoltiamo con sommo gusto il disco, che vale la pena.
QUI lo si ascolta su Spotify;
QUI lo si acquista su iTunes

Passiamo ora a Museica, il nuovo lavoro di Caparezza. La prima volta che l'ho ascoltato, confesso, mi ha lasciato freddino. Tra l'altro, la cosa è curiosa, per lo stesso motivo per il quale adesso non riesco a smettere di ascoltarlo: mi sembrava strano, troppo lontano dal Caparezza cui ero abituato, troppo eterogeneo. Poi, invece, già dal secondo ascolto, proprio questa eterogeneità si è rivelata essere la ricchezza del disco. Voglio dire, Capa oggi ha un nome e un nome pesante sulla scena italiana. I tempi di Mikimix sono lontani anni luce, ere geologiche. Quasi tutti si cullerebbero in questa situazione (con cui il nostro già gigioneggiava in Habemus capa, quando cantava "che faccio mo' che come Petrolini mi dicono "Bravo!" pure quando taccio?") e sfrutterebbero la scia, facendo una serie di dischi "alla Caparezza". Invece il nostro cosa fa? Se ne esce con un disco davvero distante dalla produzione precedente, con richiami dotti al mondo dell'arte, che sicuramente affascina il nostro, e una serie di pezzi giustamente polemici e molto originali musicalmente. Tra l'altro, un disco lunghissimo, 19 pezzi per la bellezza di 70 minuti di musica, in cui spazia tra vari temi che vanno dal personale al limite dei ca**i suoi alla politica ("Caparezza non mi piace, perché è troppo politico" recita come un mantra "Troppo politico", come se il fatto di avere una coscienza sociale e non appiattirsi su posizione bradipesche come gran parte della produzione musicale italica fosse una colpa, o il fatto che politico, nell'accezione in cui lo intende Capa e quindi nel senso più nobile del termine fosse un termine deteriore).
Insomma, se ne avete voglia...
QUI lo si ascolta su Spotify
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PS: comunque Capa non fa una citazione a caso che sia una. Massimo rispetto a lui: è davvero evidentemente una persona curiosa e che non si accontenta. E questo ci piace parecchio.

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