lunedì 4 dicembre 2017

Le tre del mattino - Gianrico Carofiglio

Carofiglio sa come si fa

A mio avviso Carofiglio è uno degli scrittori italiani più dotati sotto il profilo della padronanza: riesce a rendere appassionante, grazie alla sua scrittura così piacevole da leggere, anche una storia che praticamente non esiste come in questo caso. Come se il raccontarci di una notte così particolare, che fa emergere tutto il non detto che covava tra padre e figlio da anni, una notte in cui succede di tutto, una vera e propria notte di passaggio, come se fosse iniziatica, non fosse altro che la scusa per mettere in pratica la sua maestria letteraria. Le frasi che ti colpiscono e ti segnano in questo libro sono molte, a tratti sembra davvero che l'autore si stia rivolgendo a te nello specifico, come quando guardi la Gioconda e hai la sensazione che ti segua con gli occhi. Mi sono segnato queste due, che mi hanno colpito profondamente:

"Poi ci sono occasioni in cui, invece, devi rimanere in silenzio perché nell’aria c’è qualcosa d’impalpabile e prezioso, e le tue parole potrebbero disperderlo in un istante."
(questo è un mio errore tipico, perché non sono capace di tacere quando dovrei e finisco sempre per essere eccessivo e logorroico)

"Tante volte non ci rendiamo conto che le cose che facciamo per la prima volta sono punti di non ritorno. Nel bene e soprattutto nel male. Se sono sbagliate, nessuno ce le restituirà mai piú."
(anche questa è stupenda e quando accade non ce ne rendiamo mai conto, che indietro non si torna, nel bene e nel male).

Proprio bravo!
4 stelle

martedì 28 novembre 2017

Libertà - Jonathan Franzen

Un grande romanzo
Il libro è un grande affresco familiare, che attraversa la vita di Patty e Walter Berglund, mostrandocene sentimenti, accadimenti, riflessioni, dolori e gioie, ma soprattutto offrendoci, attraverso il loro esempio, più di una visione della libertà, che dà il titolo (ambizioso) al libro.
Del resto, se sei Franzen, ovvero a mio avviso uno dei 2-3 scrittori con non solo la S ma anche tutte le altre lettere maiuscole, puoi e devi permetterti di essere ambizioso. Soprattutto perché poi sai sostenere la tua ambizione con la capacità di mettere in scena un romanzo di enorme potenza emotiva e descrittiva. Non sarà il romanzo perfetto, non sarà ancora il Grande Romanzo Americano, ma ci si avvicina davvero molto.
Ciò che però più di ogni altro aspetto mi ha affascinato, è una riflessione cui mi ha fatto pensare un'amica (grazie, D.), mentre entrambi eravamo impegnati nella corposa lettura: tutti i personaggi di questo romanzo riescono in qualche misura a innervosirti. Perché nessuno di loro è manicheo: ognuno ha caratteristiche gradevoli e altre meno gradevoli, o davvero insopportabili. E cos'è quella cosa in cui i personaggi non sono buoni-o-cattivi, bianchi-o-neri, yin-o-yang? Ebbene sì, è la vita reale. Quei personaggi sono le persone reali, che anche quando ci stanno simpatici (o li amiamo) conservano caratteristiche che non ci piacciono, o che riescono addirittura a farci saltare i nervi. Così i personaggi di questo romanzo: in un mondo stereotipato da romanzo ci aspetteremmo una Patty più forte, un Walter più ingenuo (o babbazzo che dir si voglia) un Joey più stronzo... e invece Franzen ci frega, rendendoli enormemente più complessi e per questo più veri.
Alcune pagine ti tormentano, altre ti si stampano dentro. Ed è uno di quei romanzi in cui i personaggi si impossessano di te, te li immagini fare cose anche mentre non stai leggendo il libro, ti chiedi cosa penserebbero di una data situazione che ti capita, o come si comporterebbero, o cosa vorresti dire loro se li incontrassi.
Insomma, un libro da leggere e su cui meditare, ricchissimo di spunti di riflessione. E che mi ha fatto dormire poco, nel senso che andavo a letto, iniziavo a leggere e spesso non riuscivo a fermarmi. Quando capita e hai una certa età, vuol dire che stai leggendo un grande romanzo!
4,5 stelle

lunedì 13 novembre 2017

Fantasmagonia - Michele Mari

Sempre talentuoso, ma in questa occasione gira a vuoto

Leggere Michele Mari è sempre godurioso se si ama la letteratura: la sua scrittura un po' ampollosa ed erudita permette di far girare il cervello a mille e offre sicura gioia. Purtroppo però in questo caso i brevi racconti a tema "fantasmagonico" non supportano adeguatamente la bravura tecnica di questo straordinario autore. Le storie sono fiacche, un po' troppo cerebralmente masturbatorie, con alcune luminose eccezioni (tra cui la più luminosa secondo me è Annomachia, che contiene un'idea impressionante ed eccezionale, l'idea di pensare come un blocco compatto ad un intero anno e a tutto ciò che contiene, associando la realtà ad una convenzione temporale, osservando lo spazio ed il tempo da distante, rendendo un anno quasi puntiforme. Ma anche sangue dalle rape è invero notevole).
In definitiva, sembra più un esercizio di stile, divertente da leggere, ma un po' sotto rispetto ai suoi (altissimi) standard
3 stelle

martedì 7 novembre 2017

Bacio feroce - Roberto Saviano

Saviano tiene e' pall'

Saviano è antipatico a molti, perché si è esposto, perché questo paese ha paura di chi si espone e alla fin della fiera siamo sempre in cattiva fede. Ma noi che facciamo i leoni da tastiera usciamo la mattina belli tranquilli da casa e ce ne andiamo al lavoro, mentre lui deve girare con la scorta e fare una vita che sinceramente non gli invidio. Fatta questa premessa, parliamo di letteratura: Saviano sa scrivere e lo sa fare alla grande. Il libro è inquietante, sicuramente pieno di verità, anche se a tratti romanzata. Il dialetto è usato benissimo, la storia è costruita in modo serrato, si lascia leggere, fa preoccupare, fa stare male e a volte sorridere. Saviano ama la sua città, di un amore viscerale, ma al contempo non ha paura di affermare con forza ciò che non va. Le sue riflessioni sono amare, fanno male, ma non possono lasciare indifferenti. Spiace solo di aver letto questo prima del precedente "La paranza dei bambini" che lo precede. Recupererò!
Una nota curiosa: leggendo il lessico crudo e spocchioso dei bambini, in dialetto, poi inizi a pensare anche tu quelle brutte parole e a citarle di continuo. Ciò non bene!
4 stelle e 1/2

sabato 28 ottobre 2017

Sette brevi lezioni di fisica - Carlo Rovelli

Molto affascinante

Le sette lezioni di fisica di Rovelli sono davvero ben scritte e affascinanti, capaci di incuriosirti e spiegarti in maniera accessibile anche a chi non ha una formazione scientifica alcuni degli aspetti più notevoli della fisica contemporanea. La spiegazione di come lo spazio-tempo e la gravità coincidano grazie all'intuizione di Einstein è semplicemente meravigliosa. In generale i temi della fisica contemporanea avvicinano in maniera sconcertante questa materia alla filosofia (e Rovelli si interroga in maniera spesso filosofica mentre spiega), portandoci a porci domande che riguardano non solo la struttura profonda del mondo, ma anche l'esistenza stessa del mondo in senso assoluto ed in rapporto alla nostra osservazione del mondo stesso. Consigliatissimo!
4 stelle

giovedì 26 ottobre 2017

Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane - Massimo Carlotto

Sempre eccezionale Carlotto!



Carlotto è a mio avviso uno dei più solidi scrittori di noir italiani (e non solo), capace di costruire trame mai banali, di una scrittura in grado di tenerti sulla corda ma al contempo di grande piacevolezza. Chi conosce l'Alligatore e i suoi compagni Max la memoria e il vecchio Rossini (personaggio straordinario) non può che amare questo nuovo capitolo della saga. Anche Giorgio Pellegrini è un cattivo notevolissimo, mai banale, come già avevamo avuto modo di vedere nel precedente volume. E il finale del libro ci lascia con curiosità e attesa. Bravo, bravo, bravo!
4 stelle

sabato 7 ottobre 2017

Aldocook - 40 - Minestra di tenerumi



 Minestra di tenerumi

Tempo occorrente per la preparazione: 20 minuti, cottura: 30 minuti (20 per il brodo, 7-10 per la pasta)
Livello: medio-facile.
Ingredienti per 4 persone:
320 grammi di pasta tipo linguine o spaghettini
1/2 kg di tenerumi
2 pomodori
1 spicchio d'aglio
2 litri di acqua
1 zucchina
olio evo, sale, pepe qb

Un nuovo aldocook dopo tanto tempo, girato quasi un anno fa (e, nota di colore...27 kg fa!). I tenerumi sono una verdura molto poco usata al nord, ma molto popolare in Sicilia: sono le foglie delle cosiddette zucchine serpente. A noi le porta cortilia nei mesi autunnali, sono buonissime!
Buon appetito e alla prossima puntata di Aldocook!

martedì 26 settembre 2017

Pulvis et umbra - Antonio Manzini

Sempre eccezionale!

Oramai Rocco Schiavone è diventato un personaggio complesso e completo, così come i colleghi che lo circondano. La sua sta diventando una saga in piena regola, e noi fan andiamo in crisi d'astinenza un minuto dopo aver finito (divorandolo) ogni nuovo capitolo. Aggiungiamo che Manzini sembra migliorare nella sua scrittura ad ogni nuovo libro - in particolare le prime 100-150 pagine di Pulvis et umbra sono estremamente curate sotto questo profilo - e il quadro è completo. Rocco! Rocco! Rocco!!!
5 stelle, senza se e senza ma e una notte di lettura (ogni notte d'amore, eccetera eccetera...)

giovedì 21 settembre 2017

Erasmus tardivo a Stoccolma: Day 5

Un'altra giornata di duro lavoro in quel di Stoccolma per il vostro manager didattico preferito: oggi ho incontrato tre persone davvero super appassionate del proprio lavoro di docenti e convinte di potere e dovere fare qualcosa per migliorare ulteriormente. La cosa comica, in un certo senso, è che sono persone che fanno già didattica in maniera nuova e straordinario quelli convinti che si possa fare meglio, ma tant'è, sappiamo tutti che convincere i dinosauri ad evolvere è un problema insormontabile...
Il primo docente con cui ho parlato è un prof. di structural mechanics, che mi ha portato a visitare il suo laboratorio, in cui convivono ricerca su oggetti di ferro giganteschi con quelli sulla carta o - ancora più pazzesco - sulle strutture biologiche. Ad esempio fanno esperimenti per capire quanto sia possibile per un'arteria contorcersi o stirarsi prima di rompersi. Pazzesco. Il nostro interpreta il suo lavoro di docente in maniera molto flipped e ogni anno sciocca i suoi studenti dicendo che se non parteciperanno in maniera attiva, lui avrà pochissimo da insegnare loro. Poi li stimola a proporre problemi complessi che si traducono poi in prototipi (che vengono poi proposti a aziende!) o in modelli matematici ottimizzati. Ovviamente il problema è la scalabilità: il corso funziona con 20-25 studenti, ma quest'anno ne avrà 45 ed è un po' preoccupato. Mi ha promesso che mi fa sapere.
Ho poi parlato con una prof. di matematica che mi ha descritto un'idea pazzesca che si chiama OpenEntrance. In pratica la sua idea è che quando uno studente delle superiori arriva all'università non sa quasi nulla delle materie che studierà, quindi non è pronto a fare una scelta consapevole sul tipo di ingegneria che vorrà studiare. OpenEntrance permette di avere un primo anno molto di base, che pospone la scelta al secondo anno. Un'idea pazzesca nella sua semplicità ma secondo me geniale. Devo raccontarla bene anche da noi, perché secondo me ha davvero molto potenziale.
Infine, dopo un pranzo in una vecchia stazione adattata a ristorante che sembrava arrivare direttamente dagli anni 40 senza aver subito la modernità (dove ho mangiato una zuppa di piselli e purscell che è un piatto tradizionale, che i nonni svedesi mangiano una volta alla settimana (al giovedì! Come giovedì gnocchi da noi!) davvero molto buona) ho incontrato un uomo davvero straordinario, che si occupa di Education engineering.

Un incontro illuminante! In pratica lui si occupa da un lato di formazione allo staff di docenti (n.d.A. per diventare associato devi spararti 15 cfu di education da queste parti, non so se rendo l'idea) e dall'altro di lavorare direttamente con gli studenti per trovare strategie più efficienti di insegnamento/apprendimento. Abbiamo disegnato assieme alla lavagna e discusso per un'ora e mezza, è stato davvero super. Qui sotto il risultato della discussione...

Poi le colleghe del KTH (eccezionali, non le ringrazierò mai a sufficienza per l'incredibile ospitalità che mi hanno riservato) mi hanno fatto la sorpresa di organizzare una cena tutti assieme per me... in un ristorante italiano. Ho così provato la pizza di Stoccolma. Sorvoliamo (una sola parola: finocchi), però il locale era stupendo, vicinissimo alla City Hall, proprio a bordo acqua, con una vista spettacolare.

Ah un'altra cosa importante. Ieri sera ho cenato da Herman's che è un buffet vegetariano a Sodermalm. Ecco, se sei finito per caso su queste pagine e stai cercando un posto dove andare a mangiare a Stoccolma senza farti derubare e mangiando davvero bene segnati questo indirizzo: Herman's. Di solito non amo (non più) gli all-you-can-eat, ma il vegetariano in questione ha fatto eccezione. Qualitativamente delizioso, collocato splendidamente a picco sul mare, staff gentilissimo e cibo a volontà. Davvero buono: metà delle cose che ho mangiato non ho capito cosa fossero, ma erano eccellenti. Per la modica cifra di 20 euro + 6 euro per una birretta. Cifra che a Stoccolma è davvero estremamente bassa. Segnatevelo!



mercoledì 20 settembre 2017

Erasmus tardivo a Stoccolma: Days 3 and 4

Ed eccoci alle note di giornata del terzo giorno e del quarto a Stoccolma. In questi due giorni il lavoro coi colleghi del KTH è entrato nel vivo, motivo per cui stasera sono letteralmente sfinito. Giornate lunghe, impiegate a discutere con varie persone in inglese e devo confessare che la faccenda mi stanca molto, arrivo a sera sfinito. Contento, ma sfinito!
Ieri mattina tour del campus: l'area che occupa è grande quanto Gamla Stan, la città vecchia di Stoccolma. Quindi molto grande! Grazie ai miei ospiti sono potuto anche salire sulla torre dell’orologio che accoglie gli studenti all’ingresso (che che suona ogni ora per i cambi di lezione), vista dall’alto incredibile su tutta la città!

Poi ho incontrato il coordinatore di un corso di studi, un docente super innovatore che sta cercando di flippare un’intera scuola di ingegneria, il team che si occupa degli studenti con disabilità e una docente che si occupa di laboratori didattici di acustica e controllo delle vibrazioni. Ho visitato una stanza senza eco (incredibile, faticavo a sentire la voce di una persona a due metri da me!) e chiacchierato, chiacchierato, chiacchierato!

Oggi ho conosciuto la persona che si occupa di studenti in scambio internazionale, un docente che ha conosciuto personalmente Eric Mazour (idea super interessante: mandare docenti interessati a Stanford, o al MIT a conoscere alcuni guru della didattica innovativa: al KTH lo fanno, e chi visita questi luoghi torna con un entusiasmo senza uguali!), un ex astronauta (vero davvero! uno che è stato due volte nello spazio, e adesso insegna life support systems per space engineering ed è autore del primo mooc realizzato dal KTH) e un docente di robotica, che oltre ad avermi fatto visitare il suo laboratorio e presentarmi i suoi robot, mi ha raccontato alcune cose incredibili su un suo progetto di didattica progettuale.

Cose che ho imparato (in ordine sparso):
- la flipped classroom non ha bisogno per forza di video e di tecnologia. Come ben sa chi ha studiato in facoltà umanistiche, funziona ottimamente coi libri
- Ho visto un sistema di elearning basato sui video con un bellissimo pulsante “i’m confused”, che traccia il momento del video in cui uno studente lo preme e permette perciò - su base statistica (quanti studenti lo hanno premuto durante un certo argomento) - di capire quali parti delle video-lezioni siano chiare e quali no
- le nostre MSc sono molto teoriche, mentre quelle USA e estremo-orientali sono più con un taglio pratico e di ricerca. Questo significa che i nostri laureati sono sì più preparati, ma meno pronti al lavoro di ricerca. Questo perché noi pensiamo al 3+2 = 5 + eventualmente un dottorato, mentre altrove pensano al 3 e poi a un 2+3 per chi è interessato alla ricerca. Un punto di vista che mi ha molto colpito e affascinato
- nello spazio è molto facile perdere l’udito o comunque subire una drastica riduzione dello stesso
- gli astronauti hanno il telefono che squilla in continuazione (e chi ti chiama può essere per esempio il console russo in Svezia, giuro, mica zio Paperino)
- quando sei in una situazione come quella dell’Erasmus STT e qualcuno bada a te, è una cosa commuovente
- Eduroam è davvero una delle invenzioni più meravigliose che l’uomo abbia realizzato. Home is where the wi-fi is, e con Eduroam ciò significa ovunque ci sia un’università, un’ente di ricerca, una scuola evoluta…

Altre cose buffe accadute in questi giorni, di cui vi voglio parlare:
- vi confermo che Stoccolma è stupenda, ha alcuni scorci davvero sconcertanti per bellezza, però è freddissima (grazie maglione nuovo comprato appositamente!) e davvero il posto più caro della terra.
- oggi a colazione ho assaggiato, all’età di 42 anni, le uova bénedict. Se ami i peanuts capisci perché la cosa mi abbia emozionato così tanto. Ciò detto, due uova bénedict col salmone e un caffè 15 euro. Roba da chiamare i vigili!
- le polpettine svedesi che si mangiano all'Ikea (che lì sono orribili, diciamoci la verità) nella versione da ristorante un po' à la page di Stoccolma sono decisamente meglio. Buone sarebbe una parola grossa, ma decisamente meglio sì.

- in 4 giorni che sono qui, non ho ancora visto una corona svedese. Nessuno usa il denaro contante, si paga solo con carta di credito. CI sono un sacco di posti cashless, dove è vietato pagare in contanti. Sconcertante, comodissimo, ma pensate che caos se va via la corrente o ti si smagnetizza la carta! Le colleghe mi dicevano che anche le banche sono cashless e se per qualche motivo hai bisogno di contanti, lo devi ordinare in anticipo!

lunedì 18 settembre 2017

Erasmus tardivo a Stoccolma: Day 2

Eccoci di ritorno dalla gelida Stoccolma per il secondo giorno da queste parti, il primo di lavoro. Iniziamo dal clima: mi sono fidato delle app di meteo che davano una temperatura oscillante attorno ai 12-15 gradi e mi sono portato vestiti di conseguenza (maglioncini di cotone, felpe...). Mal me ne incolse: forse la temperatura sarà anche quella, ma quando inizia a tirare vento (spesso) sembra di morire surgelati. Oggi ho approfittato per acquistare un meraviglioso maglione svedese in supersconto (chissà perché, è stupendo).

Ciò detto, stamattina mi sono svegliato all'alba, in tempo per una bella corsetta cittadina (dove ho battuto tutti i miei record, sarà per il gelo che mi spingeva a correre forte?), la colazione del mio Generator Hostel (di cui poi vi parlerò) e via verso il KTH.
La struttura del KTH è notevolissima, con l'Entré tutta di design, moderna e insieme antica (il campus ha 100 anni, funzionale). I colleghi e le colleghe che ho incontrato oggi sono stati gentilissimi e super ospitali e mi hanno portato in giro per il campus per tutto il giorno e parlato, parlato, parlato (in inglese, ovvio: che fatica!).
Appena entri, il bar!

Esperienze come queste ti fanno capire quanto è meravigliosa l'unione europea e quanto sia incredibile il programma Erasmus, anche nella sua versione per tardivi. Alla fine è innegabile che i problemi che abbiamo sono gli stessi, fatta la tara alle specificità nazionali, e il mercato in cui ci troviamo a competere è sempre più lo stesso (anche se non invidio un eventuale studente del KTH: i prezzi svedesi per qualsiasi cosa sono un vero incubo).
Domani entreremo più nel dettaglio delle faccende che mi interessano (didattica innovativa), oggi è stata più una giornata introduttiva. Ah, nota interessante: alle 16 qualsiasi cosa succeda, l'università si svuota. La gente se ne va a casa ed è sempre così. Ho chiesto, mi hanno raccontato che loro magari guardano la mail anche da casa, ma il tempo libero è per loro sacro e non accettano di farselo ridurre. Alla fine i lavori (così dicono loro) sono calibrati per occuparti il giusto tempo e non per sovraccaricarti. Mi brillavano gli occhi mentre me lo raccontavano...
A quel punto ho fatto un po' di turismo, andando a Gamla Stan, la città vecchia, a vedere un po' di negozietti di design svedese (guardate il divano della foto, che ora abita nei miei sogni) e a comprare qualche souvenir. Così anche oggi siamo arrivati a quasi 20 km di passeggiata!



Ah dimenticavo! A pranzo ho mangiato una zuppa di pesce talmente buona che mi ha riconciliato con la cucina svedese. Mi sono segnato il posto: se venite a Stoccolma, si chiama Kajsas Fisk (http://kajsasfisk.se/), è aperto solo fino alle 18 ma è assolutamente da visitare!

Prima di salutare i miei 25 lettori, una nota di merito sul Generator Hostel. E' un ostello di nome, ma di fatto non lo è, rispetto alla nostra concezione di ostello, per lo meno: pulitissimo, bellissimo, curato, tutto di design...l'unica cosa la camera è condivisa. Io ho preso quella da 4, con il bagno privato (riservato a noi 4). Al momento siamo 3, quindi ancora meglio. La camera è molto bella e i letti a castello (io ho vinto quello di sopra...) solidi e comodissimi. Gli spazi comuni sono vivaci e colorati, c'è anche la cucina che inizia con la colazione (non a buffet, ma coi piatti preparati e sono piuttosto buoni) e poi fa anche pranzo e cena per prezzi super popolari (cioè, da noi sarebbero da ristorante di fascia media, ma qui sembrano miracolosi. Vi ho già detto che è tutto carissimo?).
Insomma, per una visita a Stoccolma, un indirizzo da non perdere. Ci sono anche camere doppie (un po' più care, è ovvio!)