lunedì 5 dicembre 2016

Ogni storia d'amore è una storia di fantasmi - Vita di David Foster Wallace - D.T. Max

Sconcertante scoprire quanta vita di DFW c'è nei suoi libri

Faccio sempre fatica a leggere le biografie, così come i commenti, soprattutto quando si parla di autori che amo e venero come mi accade con David Foster Wallace. Credo sia dovuto alla forma mentis che (per fortuna) mi è rimasta dai miei studi filosofici: non voglio che la vita di un autore influisca sul mio giudizio teoretico su di lui, e in generale mi fido di più dell'interpretazione che posso fare andando direttamente ai testi che ai vari commentarii. In questo caso però, sono felice di aver letto questa biografia del più grande scrittore contemporaneo non vivente, dell'anima più inquieta della nostra epoca (e ringrazio Luca che me l'ha regalata). Perché leggendo il libro si capisce quanta parte del tormento che Wallace lasciava sulla carta fosse un reale riflesso della sua vita vissuta, il reale disagio di un'anima incredibilmente sensibile, lo straordinario lascito di una mente talmente veloce e "sempre accesa" da non lasciare scampo al corpo in cui era imprigionata.
E il disagio esistenziale di DFW si legge in ogni pagina di questo libro, dalle sue fobie alle sue manie, dal desiderio di emergere alla voglia di ordinarietà negata ad una mente che funzionava ad alcune marce in più come la sua (questa è la sensazione che più di ogni altra emerge leggendo il libro: l'impressione che lui fosse il ragazzo più intelligente in ogni stanza in cui entrasse, che si intuisce leggendo i suoi libri).
Tutti sappiamo come finisce il libro, ma ciononostante speri che non finisca così e quando leggi le ultime pagine senti il dolore dell'esistenza presentarsi anche dentro al tuo petto. Molto difficile, molto bello.
4 stelle

giovedì 17 novembre 2016

In diretta da una leadership school

Sto seguendo una leadership school su come le università stanno modificandosi o dovrebbero modificarsi per supportare le trasformazioni della società e della formazione digitale (D-TRANSFORM).
Sta parlando un Associate Dean (Vijay Kumar) del MIT e capisci perché sono l'Università più cool del mondo...

Ha appena raccontato che loro avevano alcuni problemi di occupazione aule e hanno risolto con la flipped classroom: usando video da guardare online con auto-grading alla fine hanno liberato aule per una quantità impensabile di ore (tipo il 50%!)

Hanno poi scoperto che fare lezioni più brevi previene lo spegnimento del cervello (mind wandering) Guardate questa slide, con le motivazioni biologico-neurali della cosa (impressionante: si basano non su una sensazione ma su studi sul cervello! Hanno un gruppo di studi interdisciplinare che studia le reazioni fisico-biologico-neurali...)



Infine hanno scoperto che la cosa più efficace è fare lezioni brevi con minitest in classe (tipo kahoot) e poi discussione in classe, per migliorare e di molto il mantenimento delle informazioni nella testa.

Credo sia importante ragionare, all'università, ma anche nelle scuole, su tutto ciò...

martedì 25 ottobre 2016

Tennis, TV, trigonometria, tornado - David Foster Wallace (DFW per gli amici)

David, perché lo hai fatto?

Mentre godevo leggendo ogni singola parola di questi saggi, dai più cervellotici ai più eclettici, mi chiedevo continuamente come abbia potuto il più incredibilmente geniale e dotato scrittore della sua generazione e non solo decidere di privarci del piacere assoluto e purissimo che sapeva donarci. Capisco che la grandezza è un peso tremendo, ma non avrebbe dovuto farlo. Il pensiero che prima o poi esaurirò la sua produzione e che non ci sia nulla da fare mi angoscia.
I saggi che compongono la raccolta spaziano su vari argomenti: dalla TV alla fiera statale dell'Illinois, dagli open Canadesi di tennis fino a un "dietro le quinte" di un film di David Lynch (che Wallace venera - e su cui mi ha fatto molto riflettere, in particolare sul rapporto Lynch-Tarantino, che invece DFW detesta cordialmente). In ogni caso tutti i saggi sono scritti come Wallace sapeva scrivere, con quell'abilità fuori dal comune di essere insieme tremendamente difficile e estremamente colloquiale, sempre sul limite tra il suo essere un'intellettuale a tutto tondo, un po' "vecchia maniera" e il suo essere necessariamente postmoderno e scanzonato. La sua prosa andrebbe studiata a scuola, così come le sue acute osservazioni. Certo, è un libro che presenta anche pagine complicatissime e che richiede molta collaborazione da parte del lettore, ma sa ripagare di ogni attimo di fatica che ci richiede. E con gli interessi!
5 stelle, manco a dirlo!

sabato 15 ottobre 2016

Aldocook - 36 - Pasta risottata alla zucca



 Pasta risottata alla zucca

Tempo occorrente per la preparazione: 15 minuti, cottura: 40 minuti
Livello: facile
Ingredienti per due persone:
200 gr di pasta tipo tubetti o mezzi rigatoni
1/2 zucca
1 cipolla
1 bicchiere di vino bianco secco
1 litro di brodo
1 cucchiaio di olio evo
sale, pepe, erbe aromatiche qb

Dopo una lunga sosta torna Aldocook con un primo piatto molto particolare e dietetico (ahinoi ci siamo rimessi a dieta e stavolta si fa sul serio!). La pasta risottata è pasta che viene fatta cuocere nel suo condimento, anziché essere cotta in acqua, scolata e condita. Si chiama così, perché si prepara come un risotto!
Si tratta di una ricetta molto gustosa, mio adattamento da una delle ricette che sono arrivate con la verdura di Cortilia, ovviamente se non si è a dieta è possibile usare un po' più di olio. A me mancava il rosmarino, ho sopperito con un mix di erbe, ma nella ricetta originale ne era previsto un rametto.
Ah nota di colore: può diventare un piatto vegano (a patto che, contrariamente a ciò che ho fatto io...si usi il brodo di carne!)

lunedì 3 ottobre 2016

Letture di settembre: Murakami, Eco, un po' di noir e Niven

In attesa che io mi degni di finire per voi l'imperdibile post sulle vacanze croate (ho iniziato, ma sono pigro e lento. E mi fanno lavorare troppo), ecco le quattro letture che hanno allietato il mio settembre della tristezza, dovuta al rientro al lavoro, raggruppate in un solo post!

Murakami Haruki - Uomini senza donne
Pur non condividendo appieno l'improvvisa passione per il Giappone che impazza presso molte delle persone che conosco, non posso non rimanere entusiasta ogni volta che mi imbatto in Murakami, un autore che è oramai entrato prepotentemente nel mio personalissimo Gotha.
Questi racconti brevi non fanno eccezione: notevolissimi, soprattutto il primo, che mi ha lasciato letteralmente basito. In generale il leitmovit (mica tanto leit, peraltro) è l'assenza di una figura femminile di riferimento, per i molti uomini di cui Murakami ci offre un breve ritratto, attraverso un momento più o meno lungo della loro vita. Inutile dire che smarrimento è la prima sensazione che si prova. Consueta maestria, anche se il racconto breve non ha la potenza del romanzo, in cui Murakami eccelle. Ciò detto, lettura interessante e di indubbio spessore!
4 stelle

Joe R. Lansdale, Francesco Guccini, Marcello Fois, Jo Nesbø, Loriano Machiavelli - Stesso sangue
Racconti brevi noir da 4 autori interessanti. Personalmente ho goduto, come sempre, con il racconto di Lansdale (anche perchè, occhio, SPOILER rispetto a Honky Tonk samurai) Hap sta bene e lotta insieme a noi! Soliti dialoghi folgoranti, la gag sul nome del cane esilarante (complimenti a chi ha tradotto), i soliti Hap e Leonard. Non male anche il racconto di Machiavelli e Guccini, lascia molto amaro in bocca. Non avevo mai letto Nesbø ed ho affrontato con piacere anche il suo racconto. Marcello Fois scrive mostruosamente bene, non lo scopriamo ora, è ricercato e ogni parola sembra essere stata pensata per ore per andare esattamente nel posto giusto. Però fatica sempre ad emozionarmi, in questo caso invece il suo racconto risulta il più interessante dei quattro. Ottima lettura estiva, con poche pretese (ma il libro si lascia leggere a gran velocità!)
3 stelle

John Niven - Le solite sospette
Terza fatica per Niven, dopo i primi due folgoranti libri. Questo Le solite sospette parte da un'idea già più volte affrontata nel cinema e nella letteratura (le innocue vecchiette insospettabili che organizzano la rapina del secolo) ma viene trattato da Niven col suo stile asciutto, comico, esilarante, irripetibile. Il risultato complessivo è una vera e propria bomba a orologeria, perfettamente scandita nei tempi e nei dialoghi, con personaggi che è impossibile non amare e con una serie di immagini che ti si formano nella mente mentre lo leggi (se un domani decidessero di trarne un film, il libro è già il copione pronto).
Il ragazzo è bravo, maledettamente bravo. Conosce i tempi della scrittura e della storia. Seppure il libro non raggiunga le vette di Maschio bianco etero (per me il suo capolavoro) è comunque esilarante. Vale assolutamente la pena!
4 stelle

Umberto Eco - Pape Satàn Aleppe
Impossibile per me fare una recensione a mente fredda. Quando Eco è morto, io ho pianto, perché se ne andava colui che tanto aveva contribuito a darmi il coraggio di certe scelte (non ultima, attraverso la lettura del Nome della rosa, ho deciso che valesse la pena studiare Filosofia all'università...), quindi è difficile offrire una valutazione indipendente dall'ammirazione che ho per tutti i suoi libri e per la sua sterminata cultura e la sua capacità di utilizzarla.
Detto questo, il libro è una raccolta di Bustine di Minerva, raggruppate per grossi temi. E Eco, te ne rendi conto, ha davvero fatto cultura, affrontando su un settimanale temi variegati, passando dalla quisquilia al senso della vita, senza timore di costringere il lettore a fare un po' di fatica per seguire qualche ragionamento, ma offrendogli in cambio puro ed enorme godimento. Ecco, godimento è ciò che alcune di queste bustine mi hanno offerto. Anche il godimento di dover cercare sul dizionario alcuni termini: in epoca di sempre maggiore appiattimento della lingua, anche scritta, Eco non si faceva alcun problema ad utilizzare - sull'Espresso, non su una rivista accademica, lemmi inusuali e ricercati. In maniera mai spocchiosa, ma sempre restando se stesso. Come al solito mi ha ispirato, aiutato, reso più chiare alcune cose, spiegato concetti, instillato curiosità di lettura. Non ho alcun dubbio che Eco resterà nella cultura non solo italiana, ma mondiale come un grandissimo, di cui ci ricorderemo per molti, molti anni. Grazie, Umberto, davvero. Ci manchi.
4 stelle

martedì 26 luglio 2016

La via del male - Robert Galbraith


Un ottimo passatempo (ma comunque il meno convincente dei libri di Galbraith) - attenzione che c'è un po' di spoiler!

Come sempre Robert Galbraith, notoriamente pseudonimo di JK Rowling, si legge super volentieri: Strike e Robin sono davvero una notevole coppia letteraria, ben assortita e sempre divertente. Però purtroppo in questo ultimo libro c'è qualcosa che manca, forse proprio a causa dell'irrisolto rapporto personale tra i due. Da un lato è vero che Galbraith sembra cadere nella tentazione di farne una coppia tout court (la crisi con l'odioso Mattew, fidanzato di Robin, tra i personaggi più insopportabili della letteratura contemporanea sembra preludere a quello), ma dall'altro proprio questo stare sul filo del rasoio nel rapporto tra i due fa quasi passare in secondo piano l'indagine, che è invece in sé piuttosto inquietante e affascinante. Peccato, forse se il nostro Robert si fosse concentrato di più sulla storia, ne sarebbe uscito un libro migliore. Ciò detto, l'ho letteralmente divorato, come sempre: che il nostro RG aka la nostra JKR sappiano costruire storie che ti incatenano alla pagina, è direi fuori di dubbio. Quindi alla fine, merita la lettura...e l'attesa per il prossimo capitolo della saga!

PS ovviamente immagino qualcuno si sia già accaparrato i diritti cinematografici? I tre libri di RG si presterebbero molto, a mio avviso...

venerdì 1 luglio 2016

[mai più senza] Terzo appuntamento con i consigli di lettura di Aldo per l'estate

Già da due anni la mia amica Antonella mi chiede, grazie alla mia nomea di lettore compulsivo, di consigliarle qualche libro da leggere durante la stagione estiva. Essendo per natura timido e schivo, non solo accetto di buon grado ma le rispondo pubblicamente, come se fosse una lettera aperta su un giornale, affinché tutti i miei 25 lettori possano godere delle mie opinioni.
Per completezza informativa, i post relativi alle due precedenti edizioni sono online qui:
[2014] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2014/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html
[2015] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2015/06/mai-piu-senza-torna-lappuntamento-con-i.html

Ed ecco quindi, puntuali come le tasse, ma infinitamente più piacevoli, i consigli per un'estate di letture felici dal vostro Aldino preferito, andando a pescare tra i libri che ho letto in questi 12 mesi!

Partiamo da uno dei libri più sconvolgenti che io abbia letto quest'anno (e non solo): si tratta di Cortesie per gli ospiti di Ian McEwan, uno dei miei autori preferiti. Inquietante e disturbande, ma imperdibile. E per rimanere sul tema inquietudine proseguiamo con Lacci, di Domenico Starnone. Un autore capace di tanta verve nei suoi libri sulla scuola che qui però ci propopone una sorta di retrospettiva sul fallimento.
Per evitare di diventare troppo tristi, suggerisco di stemperare con un po' di Malvaldi: i vecchietti del Bar Lume sono troppo simpatici e i libri della serie meritano davvero. Io li ho letti tutti separatamente scopro ora che esistono anche in un unico volume dal titolo Trilogia del Bar Lume. Trame ben costruite, impossibile non amare i vecchietti!
[Questo non vale, perché Antonella lo ha già letto lo so] Un altro libro per me sconvolgente è stato Molto forte, incredibilmente vicino di Safran Foer. Devastante, mi ha letteralmente prostrato e al contempo mi è piaciuto tantissimo.
Uno dei libri che più mi ha colpito dell'anno è stato Anna di Niccolò Ammaniti che è un altro dei miei autori preferiti e che qui ha avuto un'idea di fondo talmente eccezionale che anche quando hai finito di leggerlo continua a ronzarti in testa. Bello bello.
Capolavoro surreale dell'anno è stato La schiuma dei giorni di Boris Vian. Non conoscevo questo autore geniale: strambo e straniante. Se non ci si spaventa della non-logica che lo guida, vale la pena!
Tra i tanti autori che amo uno ha un posto particolare nel mio cuoricino ed è Joe R. Lansdale, il re dell'hard boiled. Honky Tonk Samurai segna il grande ritorno di Hap e Leonard. Deve piacere il genere, ci sono un sacco di parolacce e molto sangue. Ma se piace, è un ritorno coi controfiocchi. Anzi, coi controcazzi, come direbbero Hap e Leonard!
Capitolo a parte merita Michele Mari, autore supercolto e citazionista, con puzza sotto il naso e prosa forbitissima, nonché fine filologo. Me lo ha fatto scoprire la mia collega Marina (che ringrazio) che mi ha prestato i due suoi libri che ho letto Filologia dell'anfibio e 100 poesie d'amore a Ladyhawke. Alla fine è talmente spocchioso che credo generi o odio profondo o semivenerazione. Io ricado nel secondo caso.
Per concludere, un'altra nuova scoperta e un grandissimo ritorno: la nuova scoperta (mia, perché è forse l'autore più mainstream del momento) è Franzen, di cui ho letto in successione Purity e Le correzioni. Dovendone scegliere uno, sceglierei il primo: il secondo per chi oscilla tra i 40 e i 50 (ed è il mio caso) è troppo doloroso perché mostra ciò che ci sta per accadere. Meglio Purity che mostra la complessità del mondo in cui viviamo...
Il grande ritorno è invece (ed è l'ultimo libro che ho letto) quello di Jonathan Coe, che con Numero 11 torna ai fasti che lo caratterizzavano, dopo un paio di libri non proprio al suo livello. Grande libro, divertente, mai banale, sarcastico, adorabile.   

Buona estate e buone letture a tutti! E se leggendo questi consigli vi è venuto in mente di contraccambiare...siete i benvenuti: ditemi cosa posso leggere quest'estate!

Tutte le recensioni di questi libri (e di molti altri) sono sul mio profilo anobii: http://www.anobii.com/aldotorrebruno/books