domenica 15 gennaio 2017

L'ascensione di Roberto Baggio - Vanni Santoni,Matteo Salimbeni

Metti abbaggio! Metti abbaggio!


Per la mia generazione, qualsiasi fosse la tua fede calcistica, c'era un campione che stava sopra a tutto, uno che persino con la (per me) odiatissima maglia gobbonera sapeva farti godere come un riccio. Quell'uomo era Roberto Baggio.
In questo libro, che ho inseguito per lungo tempo e che mi è stato finalmente regalato (grazie mamma e papà!) c'è una sorta di agiografia di Baggio, ma ci sono soprattutto i grandi rimpianti che ciascuno di noi ha quando pensa alla sua incredibile classe e al suo talento innaturale, ma soprattutto alla sua inaudita sfortuna. Il libro ripercorre anche il dolore di Baggio, le sue ginocchia fenomenali quanto fragili, ma anche la sua capacità (davvero da santo!) di sopportare il dolore e riprendersi (come dimenticarlo nella tragica finale di Pasadena - che tante lacrime mi fece versare - giocare con una coscia praticamente del tutto fuori uso? Quanto avrebbe meritato, lui, che per i colori dell'Italia avrebbe fatto qualsiasi cosa, di vincere quella finale??).
Ecco, il libro è divertente e ben scritto, certo per nostalgici come me, ma in realtà per tutti coloro i quali hanno avuto la fortuna di vederlo giocare, e la rabbia di imbestialirsi quando quell'idiota dell'allenatore di turno non lo faceva giocare, gridando verso il televisore "metti abbaggio! metti abbaggio! Abbaggio!!!!"
4 stelle

mercoledì 11 gennaio 2017

Lettera aperta ad un incivile proprietario di cane

Breve storia triste:

Mentre accompagnavo Uran nella sua passeggiata serotina nei dintorni di casa, passando tra una macchina parcheggiata e l'altra sono letteralmente sprofondato in una enorme, sesquipedale, clamorosa, gigantesca merda di cane. Accortomi della cosa, ero intento a bestemmiare l'intero pantheon germanico, quando - arrivato a "porco Sleipnir" (molto adatto, essendo un cavallo a otto zampe ed essendo la produzione in questione degna di siffatta bestia) - mi si fa incontro una vecchina la quale, godendo come non le capitava da molti anni e sogghignando, mi apostrofa: "le sta bene! Così imparate a raccoglierla".

Questa breve storia triste mi induce ad abusare del servizio pubblico (il blog) per scopo privato e a rivolgere la seguente lettera aperta all'incivile cretino proprietario del cane produttore di cotanto stronzo. Mi perdonino i miei 25 lettori se per una volta, io solitamente così posato, potrò cedere in alcuni passaggi al turpiloquio:

Caro imbecille, incivile, maleducato e coglionissimo proprietario di cane,
sappi che non raccogliendo la merda prodotta dal tuo fido amico a quattro zampe (che, sia chiaro, non ha colpa alcuna, non avendo scelta, lui no!) non solo ti sei preso le mie maledizioni perché mi hai fatto pucciare la mia adorata camper blu destra in tale merda, ma contribuisci a rovinare, in un unico pirla che sei, la reputazione di centinaia e centinaia di possessori di cane che non escono mai senza l'apposito sacchetto e soprattutto mai si sognerebbero di abbandonare la cacca canina per strada, soprattutto in una via ipertrafficata e di grande passaggio pedonale, dove si susseguono in rapida successione una scuola dell'infanzia e una scuola primaria. Ecco, pur non essendo credente, ma materialista, io mi auguro di tutto cuore che per te e solo per te esista la vita eterna post mortem, e che in uno spettacolare contrappasso dantesco, tu la possa passare immerso fino alla gola in consimile produzione, costretto ad ingollarne ogni giorno quantità industriali, senza che essa mai si esaurisca.

Anche Uran ti maledice!

domenica 1 gennaio 2017

Aldocook - 37 - Pesce spada in crosta di patate (ricetta veloce)



 Pesce spada in crosta di patate (ricetta veloce)

Tempo occorrente per la preparazione: 10 minuti, cottura: 20 minuti.
Livello: molto facile.
Ingredienti per due persone:
2 fette di pesce spada
olio evo
prezzemolo qb
1 patata
4 fettine di aglio.

Frutto di una preziosa collaborazione col mio abituale cameraman, che cerca di lavorare il meno possibile e soprattutto sostiene che lo stile che ho dato alle mie ricette sia un po' old e necessiti di un bagnetto di rinnovamento potente, ecco un nuovo formato per le ricette rapide, che abbiamo sperimentato in questa occasione. Nel caso specifico il cameraman Anna ha realizzato oltre alle foto che ha poi montato in slow motion anche la ricetta, sotto attenta guida dello chef. Fateci sapere se il nuovo formato vi piace: più dinamico e rapido, anche se dovete rinunciare alla mia simpatia :)
Buon appetito e alla prossima puntata di Aldocook!

lunedì 5 dicembre 2016

Ogni storia d'amore è una storia di fantasmi - Vita di David Foster Wallace - D.T. Max

Sconcertante scoprire quanta vita di DFW c'è nei suoi libri

Faccio sempre fatica a leggere le biografie, così come i commenti, soprattutto quando si parla di autori che amo e venero come mi accade con David Foster Wallace. Credo sia dovuto alla forma mentis che (per fortuna) mi è rimasta dai miei studi filosofici: non voglio che la vita di un autore influisca sul mio giudizio teoretico su di lui, e in generale mi fido di più dell'interpretazione che posso fare andando direttamente ai testi che ai vari commentarii. In questo caso però, sono felice di aver letto questa biografia del più grande scrittore contemporaneo non vivente, dell'anima più inquieta della nostra epoca (e ringrazio Luca che me l'ha regalata). Perché leggendo il libro si capisce quanta parte del tormento che Wallace lasciava sulla carta fosse un reale riflesso della sua vita vissuta, il reale disagio di un'anima incredibilmente sensibile, lo straordinario lascito di una mente talmente veloce e "sempre accesa" da non lasciare scampo al corpo in cui era imprigionata.
E il disagio esistenziale di DFW si legge in ogni pagina di questo libro, dalle sue fobie alle sue manie, dal desiderio di emergere alla voglia di ordinarietà negata ad una mente che funzionava ad alcune marce in più come la sua (questa è la sensazione che più di ogni altra emerge leggendo il libro: l'impressione che lui fosse il ragazzo più intelligente in ogni stanza in cui entrasse, che si intuisce leggendo i suoi libri).
Tutti sappiamo come finisce il libro, ma ciononostante speri che non finisca così e quando leggi le ultime pagine senti il dolore dell'esistenza presentarsi anche dentro al tuo petto. Molto difficile, molto bello.
4 stelle

giovedì 17 novembre 2016

In diretta da una leadership school

Sto seguendo una leadership school su come le università stanno modificandosi o dovrebbero modificarsi per supportare le trasformazioni della società e della formazione digitale (D-TRANSFORM).
Sta parlando un Associate Dean (Vijay Kumar) del MIT e capisci perché sono l'Università più cool del mondo...

Ha appena raccontato che loro avevano alcuni problemi di occupazione aule e hanno risolto con la flipped classroom: usando video da guardare online con auto-grading alla fine hanno liberato aule per una quantità impensabile di ore (tipo il 50%!)

Hanno poi scoperto che fare lezioni più brevi previene lo spegnimento del cervello (mind wandering) Guardate questa slide, con le motivazioni biologico-neurali della cosa (impressionante: si basano non su una sensazione ma su studi sul cervello! Hanno un gruppo di studi interdisciplinare che studia le reazioni fisico-biologico-neurali...)



Infine hanno scoperto che la cosa più efficace è fare lezioni brevi con minitest in classe (tipo kahoot) e poi discussione in classe, per migliorare e di molto il mantenimento delle informazioni nella testa.

Credo sia importante ragionare, all'università, ma anche nelle scuole, su tutto ciò...

martedì 25 ottobre 2016

Tennis, TV, trigonometria, tornado - David Foster Wallace (DFW per gli amici)

David, perché lo hai fatto?

Mentre godevo leggendo ogni singola parola di questi saggi, dai più cervellotici ai più eclettici, mi chiedevo continuamente come abbia potuto il più incredibilmente geniale e dotato scrittore della sua generazione e non solo decidere di privarci del piacere assoluto e purissimo che sapeva donarci. Capisco che la grandezza è un peso tremendo, ma non avrebbe dovuto farlo. Il pensiero che prima o poi esaurirò la sua produzione e che non ci sia nulla da fare mi angoscia.
I saggi che compongono la raccolta spaziano su vari argomenti: dalla TV alla fiera statale dell'Illinois, dagli open Canadesi di tennis fino a un "dietro le quinte" di un film di David Lynch (che Wallace venera - e su cui mi ha fatto molto riflettere, in particolare sul rapporto Lynch-Tarantino, che invece DFW detesta cordialmente). In ogni caso tutti i saggi sono scritti come Wallace sapeva scrivere, con quell'abilità fuori dal comune di essere insieme tremendamente difficile e estremamente colloquiale, sempre sul limite tra il suo essere un'intellettuale a tutto tondo, un po' "vecchia maniera" e il suo essere necessariamente postmoderno e scanzonato. La sua prosa andrebbe studiata a scuola, così come le sue acute osservazioni. Certo, è un libro che presenta anche pagine complicatissime e che richiede molta collaborazione da parte del lettore, ma sa ripagare di ogni attimo di fatica che ci richiede. E con gli interessi!
5 stelle, manco a dirlo!

sabato 15 ottobre 2016

Aldocook - 36 - Pasta risottata alla zucca



 Pasta risottata alla zucca

Tempo occorrente per la preparazione: 15 minuti, cottura: 40 minuti
Livello: facile
Ingredienti per due persone:
200 gr di pasta tipo tubetti o mezzi rigatoni
1/2 zucca
1 cipolla
1 bicchiere di vino bianco secco
1 litro di brodo
1 cucchiaio di olio evo
sale, pepe, erbe aromatiche qb

Dopo una lunga sosta torna Aldocook con un primo piatto molto particolare e dietetico (ahinoi ci siamo rimessi a dieta e stavolta si fa sul serio!). La pasta risottata è pasta che viene fatta cuocere nel suo condimento, anziché essere cotta in acqua, scolata e condita. Si chiama così, perché si prepara come un risotto!
Si tratta di una ricetta molto gustosa, mio adattamento da una delle ricette che sono arrivate con la verdura di Cortilia, ovviamente se non si è a dieta è possibile usare un po' più di olio. A me mancava il rosmarino, ho sopperito con un mix di erbe, ma nella ricetta originale ne era previsto un rametto.
Ah nota di colore: può diventare un piatto vegano (a patto che, contrariamente a ciò che ho fatto io...si usi il brodo di carne!)